Impianti di allarme annientati dai ladri (Messaggero Veneto)

image UDINE. Gli impianti di allarme non spaventano i ladri dotati di jammer portatili. Sono disturbatori di frequenze, strumenti in grado di annullare le onde radio e utilizzati per impedire ai sistemi di sicurezza di trasmettere segnali ai padroni di casa o alle centrali operative di istituti di vigilanza e forze dell’ordine.

Vengono utilizzati da bande di professionisti che cercano le abitazioni da colpire in una determinata zona e, dopo i colpi, si spostano altrove, per sfuggire alla successiva intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine.I malviventi meno tecnologici usano schiume che annullano il suono delle sirene, sanno come fare per “accecare” i sensori volumetrici, hanno il grimaldello bulgaro per aprire una porta blindata vecchio tipo (quelle con le chiavi a doppia mappa) in pochi secondi.

I più frettolosi, poi, si limitano a prendere a martellate la centralina del sistema di allarme, a forare una finestra con il trapano (per poi aprire la maniglia con un’apposita leva) o a togliere il cilindro di una porta.

Anche le grate alle finestre, se leggere e ancorate solo esternamente, si sono rivelate vulnerabili.Situazioni simili si sono verificate nelle ultime settimane in varie località friulane. Sono state assaltate case e ville, anche di noti imprenditori. Ma, secondo chi lavora nel settore della sicurezza, proteggersi si può.

Non occorre blindare la casa, basta agire con buon senso e in maniera proporzionata alle proprie esigenze. A sentire loro, non serve nemmeno spendere una fortuna, in quanto spesso basta “aggiornare” i sistemi che già si possiedono o adottare una serie di accortezze suggerite dalla semplice prudenza.«In questo periodo ci sono un po’ più di furti – ammette Valdino Prenassi, 63 anni, da trent’anni conosciuto come “il mago delle serrature” -, i ladri spesso hanno attrezzi speciali…ed è inutile illudersi di non venire toccati. Io stesso li aspetto da un giorno all’altro. L’importante – spiega – è fare qualcosa per sentirci tranquilli, ma ci vuole buon senso, come in tutte le cose. Bisogna valutare se vale la pena spendere (ed eventualmente quanto) per garantirci un po’ più di serenità, tenendo presente che se io riesco ad aprire tutto, lo stesso vale anche per i ladri, è solo questione di tempo».Per quanto riguarda gli impianti elettronici, Bruno Screm, responsabile di Ducale sicurezza, sottolinea che «un accurato abbinamento di protezione perimetrale (sensori) e interna (rivelatori volumetrici), unito a doppie sirene, a combinatori telefonici antiaccecamento – contro i jammer, appunto – che utilizzano sia la linea fissa, sia la linea gsm gratantisce un buon livello di sicurezza anche per quanto riguarda le possibili azioni di annientamento degli stessi sistemi di allarme. E’ fondamentale – aggiunge Screm – che a monte ci sia una corretta valutazione dei fattori di rischio per riuscire a proteggere non solo le abitazioni, ma soprattutto le persone. Infine, il collegamento dell’impianto con le forze dell’ordine (che è gratuito, ndr) fa il resto».«Nelle ultime settimane – conferma anche il security manager Marco Cavalli – ho saputo che in Friuli sono stati sabotati diversi sistemi di allarme, segno che i ladri sono più evoluti. Oggi ci sono le risposte a ogni tipo di sabotaggio e spesso sono a basso costo. Per esempio una sirena antischiuma dovrebbe esserci sempre, così come un sensore antiaccecamento. La differenza la fanno, da un lato, il progetto iniziale che deve essere fatto da professionisti e, dall’altro, i prodotti proposti che devono essere di ultima generazione e, come tali, devono avere già incorportati dei dispositivi anti-disturbo».Marco Fontanive, uno dei soci di Usoni meccanismi di sicurezza, precisa che ci sono anche i modi per dribblare i jammer: «E’ come se l’impianto di allarme avesse due telefonini distanti, che si chiamano l’uno con l’altro. Appena uno viene “oscurato”, l’altro manda l’allarme. Tale accorgimento si propone da tempo. Non è certo fantascienza. E’ importante che il segnale di allerta parta ancor prima che i ladri riescano a introdursi in una casa – prosegue l’esperto – e così alcuni sono sensibili anche alle vibrazioni della porta. I ladri professionisti si accorgono con un colpo d’occhio se una casa ha sistemi di protezione aggiornati, così come una donna si accorge con un’occhiata se un vestito è firmato o no. Tutto un altro discorsova fatto, invece – conclude Fontanive -, per gli attacchi nelle ville appartenenti a famiglie importanti e facoltose. In quel caso i malviventi entrano con i padroni di casa che dovranno proteggersi con allarmi silenziosi e pulsanti anti-rapina».

Articolo tratto da Messaggero Veneto